Telecom Italia: stop alle 4 mila assunzioni e 1.700 esuberi

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telecom italiaTelecom Italia ha annunciato ai sindacati lo stop al piano di 4 mila assunzioni di giovani e la necessità di effettuare 1.700 esuberi in Italia, a causa della mancanza di norme del Jobs Act fondamentali per garantire il ricambio generazionale.

Telecom: bloccate le 4 mila assunzioni di giovani

Il progetto per l’assunzione di 4 mila giovani entro il 2017 è quindi per il momento accantonato in attesa della definizione di una normativa che sostenga il ricambio generazionale nelle aziende e garantisca allo stesso tempo la tutela del livello occupazionale. L’azienda di telecomunicazioni infatti attente l’introduzione della “solidarietà espansiva”,  lo strumento attraverso il quale gli ammortizzatori sociali coprono parte delle decurtazioni di stipendio (legate al taglio dell’orario di lavoro), a cui l’azienda accede in cambio di nuove assunzioni. L’organico di Telecom infatti conta un’elevata età media del personale, ma la misura che garantisce tale svecchiamento del personale non è stata ancora inserita nei decreti attuativi del Jobs Act.

Gli esuberi

Gli  esuberi comunicati dall’azienda alle organizzazioni sindacali ammontano a circa 1.700 unità per tutto il Gruppo Telecom Italia: 1.200 nello staff, 150 nella unità open access, 150 tra i cosiddetti ex servizio 12 e 200 nell’IT. Telecom Italia conta 53 mila addetti in Italia per cui in ogni caso il numero di esuberi rappresenta una quota assolutamente rilevante.
Nonostante gli esuberi annunciati il gruppo ha inoltre dichiarato l’intenzione di andare avanti con la “societarizzazione” del settore dei call center: è stata infatti recentemente  costituita una società ad hoc che si chiama Tim Caring srl.

La reazione dei sindacati

La Slc Cgil si è subito opposta sia agli esuberi sia allo spin off del Caring, chiarendo che se l’azienda non tornerà indietro sui call center il sindacato non parteciperà al tavolo previsto per il 29 luglio, in cui si cercherà di individuare i termini di un accordo che il governo si impegna a favorire in tempi brevi. I sindacati sono quindi pronti ad avviare un negoziato per gestire gli esuberi, ma sul percorso di societarizzazione dei call center si è alzato invece un muro su cui sarà difficile fare breccia.

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