Jobs Act: i datori di lavoro potranno spiare i dipendenti, ecco i dettagli

0

Sono stati trasmessi alle Camere gli ultimi quattro Decreti sul Jobs Act: va in soffitta anche l’art 4 dello Statuto dei lavoratori; i datori di lavoro infatti potranno effettuare controlli a distanza sui propri dipendenti attraverso l’uso di impianti audiovisivi come computer, cellulari, tablet, senza necessità di prendere accordi sindacali preventivi.

Controllo a distanza dei dipendenti

Le azienda potranno così “spiare” i propri dipendenti semplicemente consegnando ai lavoratori un documento di policy sulla privacy che li informi sull’utilizzo di strumenti di controllo che potranno essere computer, tablet e telefonini messi a disposizione dei dipendenti dall’azienda. Come previsto dal decreto legislativo però in caso l’azienda intenda installare impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo sarà necessario l’accordo sindacale o l’autorizzazione da parte del ministero del Lavoro (per le imprese con più unità dislocate in una o più regioni).

L’Articolo 23 del Jobs Act

L’Articolo 23 del decreto legislativo specifica che “gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti per il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali. In mancanza di accordo possono essere installati previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di competenza di più Direzioni territoriali del lavoro, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali». Tali disposizioni non si applicano agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze, che quindi potranno essere utilizzati dall’azienda semplicemente fornendo al lavoratore adeguata informazione delle modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli.

La reazione di Cgil

Sdegno da parte della Cgil sulla nuova legge sui controlli a distanza. La battaglia è appena iniziata, sicuramente i tribunali avranno il loro bel da fare nei prossimi mesi; la Cigl ha già annunciato un’azienda di contrasto alle nuove norme non solo in Parlamento, ma anche tramite la verifica con il garante della Privacy della legittimità del provvedimento.

Share.

Leave A Reply