Interporto Trieste: 100 posti di lavoro in porto franco

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interporto triesteUna grande novità sta suscitando grande interesse in questi ultimi giorni attorno all’Interporto di Trieste.

Sono in arrivo infatti numerose nuove opportunità di lavoro in Friuli Venezia Giulia grazie alla futura creazione di un’area di nuovi capannoni che verrà adibita a ‘porto franco‘.

Le stime indicano 100 nuovi posti di lavoro in arrivo a seguito dell’acquisto da parte di Interporto di Trieste SpA di due capannoni di proprietà di Wartsila. Ecco cosa c’è da sapere sui futuri risvolti occupazionali creati dall’iniziativa  del centro intermodale triestino.

L’INTERPORTO TRIESTINO

Ricordiamo che ad oggi presso l’Interporto di Trieste operano già più di 60 aziende, situate in Località Fernetti a Monrupino, a pochi chilometri dal confine con la Slovenia. Si tratta di aziende di spedizioni, agenzie doganali e aziende specializzate in servizi accessori ai mezzi, alle merci e alla persona.

Ad oggi sono impegnati nell’are circa 400 addetti, numero destinato ad aumentare notevolmente nei prossimi anni.

LAVORO NELLA FUTURA ZONA FRANCA DELL’INTERPORTO

Secondo le notizie circolate nell’ultimo periodo, l’iniziativa nasce da una joint venture che vede coinvolte l’Autorità portuale di Trieste, la finanziaria Friulia e la Interporto di Trieste SpA. Quest’ultima acquisirà due capannoni dalla Wartsila Italia per una superficie di 73mila metri quadrati.

E’ qui che verrà creata un’area di porto franco a favore dell’insediamento di imprese attive nella trasformazione industriale, che potranno lavorare quindi in regime di esenzione fiscale. Un’iniziativa resa possibile grazie alla recente approvazione da parte del Ministero dei Trasporti, del decreto per l’istituzione del nuovo regime di porto franco presso lo scalo triestino.

Si tratta di un’iniziativa unica in Europa, che porterà nel giro di pochi mesi l’insediamento della prima azienda e la creazione di un centinaio di posti di lavoro a Trieste.

INSEDIAMENTO PER UN’AZIENDA VENETA

La presentazione del progetto risale allo scorso 5 luglio a Trieste, alla presenza della presidente della Regione Debora Serracchiani, dal presidente di Wartsila Italia Guido Barbazza, dal segretario generale dell’Autorità portuale Mario Sommariva, e dal presidente dell’Interporto Giacomo Borruso.

L’insediamento della prima attività che potrà operare in regime di esenzione fiscale avverrà nei prossimi mesi. Si tratterà di un’azienda veneta, attiva nella trasformazione di materiali ferrosi, che occuperà uno dei due capannoni Wartsila acquisiti da Interporto di Trieste SpA

RISVOLTI OCCUPAZIONALI

Come annunciato, grazie all’insediamento della prima azienda nella zona di ‘porto franco’ , verranno creati circa 100 posti di lavoro a Trieste. Non sono stati specificati ulteriori dettagli sulle assunzioni che verranno effettuate, ma è facile ipotizzare che si tratterà principalmente di operai e figure tecniche, ma anche altri profili di cui presto sapremo di più.

CANDIDATURE

Al momento non è ancora possibile inviare le candidature in vista delle future assunzioni all’Interporto di Trieste. Bisognerà infatti attendere l’insediamento delle nuova azienda nel primo capannone e l’avvio della prima campagna di selezione, di cui vi terremo certamente aggiornati. Continuate a seguirci.

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