Concorso Magistrati 2017 2018 per 320 posti

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concorso magistratiIl Ministero della Giustizia ha indetto un nuovo concorso pubblico, per esami, per l’assegnazione di 320 posti di Magistrato ordinario.

Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 4a Serie Speciale – Concorsi ed Esami n.67 del 05-09-2017, ed ha scadenza per l’invio delle domande al prossimo 5 ottobre 2017.

Vediamo quali sono i requisiti richiesti per accedere al concorso, le prove di selezione e tutte le informazioni utili per l’invio delle domande di partecipazione.

BANDO MAGISTRATI ORDINARI: A CHI E’ RIVOLTO

Il bando per 320 posti di Magistrato ordinario è rivolto a tutti i candidati, appartenenti alle categorie elencate in seguito, in possesso dei seguenti requisiti generali:

  • cittadinanza italiana;
  • godimento dei diritti civili;
  • aver tenuto una condotta incensurabile;
  • inoneità fisica all’impiego;
  • posizione regolare nei confronti del servizio di leva;
  • non essere stato dichiarato per tre volte non idoneo nel concorso per esami alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda;
  • posizione regolare con il pagamento del diritto di segreteria;
  • possesso degli altri requisiti richiesti dalle leggi vigenti.

Possono partecipare al concorso colo che rientrino, senza possibilità di cumulare le anzianità di
servizio previste come necessarie nelle singole ipotesi, in una delle seguenti categorie:

  • magistrati amministrativi e contabili;
  • procuratori dello Stato che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • dipendenti dello Stato, con qualifica dirigenziale o appartenenti ad una delle posizioni corrispondenti all’area C – comparto Ministeri, con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • appartenenti al personale universitario di ruolo docente di materie giuridiche in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • dipendenti, con qualifica dirigenziale o appartenenti alla ex area direttiva, della pubblica amministrazione, degli enti pubblici a carattere nazionale e degli enti locali, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica o, comunque, nelle predette carriere e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • abilitati all’esercizio della professione forense e, se iscritti all’albo degli avvocati, non incorsi in sanzioni
    disciplinari;
  • coloro che hanno svolto le funzioni di magistrato onorario (giudice di pace, giudice onorario di tribunale, vice procuratore onorario, giudice onorario aggregato) per almeno sei anni senza demerito, senza essere stati revocati e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • laureati in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e del diploma conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il diploma di specializzazione in una disciplina giuridica, al termine di un corso di studi della durata non inferiore a due anni presso le scuole di specializzazione;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata almeno quadriennale e che hanno concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari o hanno svolto il tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato.

SELEZIONI CONCORSUALI

L’iter di selezione del concorso Magistrati prevede per tutti i partecipanti lo svolgimento di una prova scritta e una prova orale.

La prova scritta consiste nello svolgimento di tre elaborati teorici, da svolgere in 8 ore di tempo, sui seguenti argomenti:

  • diritto civile;
  • diritto penale;diritto amministrativo.

La prova orale si baserà invece sui seguenti argomenti

  • diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano;
  • procedura civile;
  • diritto penale;
  • procedura penale;
  • diritto amministrativo, costituzionale e tributario;
  • diritto commerciale e fallimentare;
  • diritto del lavoro e della previdenza sociale;
  • diritto comunitario;
  • diritto internazionale pubblico e privato;
  • elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario;
  • colloquio su una lingua straniera scelta fra inglese, francese, spagnolo e tedesco.

COME INVIARE LE DOMANDE DI PARTECIPAZIONE

Tutti i candidati interessati al concorso Magistrati devono inviare la domanda di partecipazione entro il 5 ottobre 2017, utilizzando esclusivamente l’apposita procedura telematica disponibile sul sito ufficiale del Ministero della
giustizia www.giustizia.it.

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