Bando per 350 Magistrati Ordinari: concorso 2015

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magistratiNuovo concorso del Ministero della Giustizia per la copertura di ben 350 posti di lavoro nella Magistratura ordinaria. Il bando per Magistrati Ordinari è per titoli ed esami; c’è tempo fino al 21 Dicembre 2015 per partecipare alle selezioni, ecco maggiori dettagli.

CONCORSO PER MAGISTRATI ORDINARI

Il bando del Ministero della Giustizia prevede il reclutamento di 350 Magistrati tramite lo svolgimento di due prove, una scritta ed una orale con le quali un’apposita Commissione redarrà una graduatoria di merito. Vediamo chi sono i soggetti che possono partecipare al concorso.

PARTECIPANTI AMMESSI

Possono partecipare al concorso per Magistrati i candidati appartenenti ad una delle seguenti categorie:

  • magistrati amministrativi e contabili;
  • procuratori dello Stato che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • dipendenti dello Stato, con qualifica dirigenziale o appartenenti ad una delle posizioni corrispondenti all’area C, già prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro, comparto Ministeri, con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • appartenenti al personale universitario di ruolo docente di materie giuridiche in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • dipendenti, con qualifica dirigenziale o appartenenti alla ex area direttiva, della pubblica amministrazione, degli enti pubblici a carattere nazionale e degli enti locali, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica o, comunque, nelle predette carriere e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • abilitati all’esercizio della professione forense e, se iscritti all’albo degli avvocati, non incorsi in sanzioni disciplinari;
  • coloro i quali hanno svolto le funzioni di magistrato onorario (giudice di pace, giudice onorario di tribunale, vice procuratore onorario, giudice onorario aggregato) per almeno sei anni senza demerito, senza essere stati revocati e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • laureati in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e del diploma conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali previste dall’articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398, e successive modifiche;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il diploma di specializzazione in una disciplina giuridica, al termine di un corso di studi della durata non inferiore a due anni presso le scuole di specializzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata almeno quadriennale e che hanno concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari o hanno svolto il tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art. 73 del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, nel testo vigente a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con legge 11 agosto 2014, n. 114;

REQUISITI

Ai partecipanti è richiesto inoltre il possesso dei seguenti requisiti generali:

  • cittadinanza italiana;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • condotta incensurabile;
  • idoneità psico fisica all’impiego;
  • posizione regolare nei confronti del servizio di leva;
  • non essere stati dichiarati per tre volte non idonei nel concorso per esami alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda;
  • essere in regola con il pagamento del diritto di segreteria;
  • possesso degli altri requisiti richiesti dalle leggi vigenti.

PROVE D’ESAME

Le prove d’esame consistono in una prova scritta ed in una orale. La prova scritta consiste nello svolgimento di tre elaborati teorici vertenti su diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo.

La prova orale verterà invece sui seguenti argomenti:

  • diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano;
  • procedura civile;
  • diritto penale;
  • procedura penale;
  • diritto amministrativo, costituzionale e tributario;
  • diritto commerciale e fallimentare;
  • diritto del lavoro e della previdenza sociale;
  • diritto comunitario;
  • diritto internazionale pubblico e privato;
  • elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario;
  • colloquio su una lingua straniera scelta fra le seguenti: inglese, francese, spagnolo e tedesco.

DOMANDE DI AMMISSIONE

I candidati interessati dovranno inviare le domande di partecipazione entro il 21 Dicembre 2015 esclusivamente tramite l’apposita procedura online disponibile previa registrazione al portale del Ministero della Giustizia, da cui è inoltre possibile consultare il bando completo al seguente link.

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