Alibaba punta su Piacenza per uno stabilimento da 700 posti di lavoro

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alibabaIl colosso mondiale del commercio elettronico Alibaba pare aver puntato la zona del piacentino per realizzare una grande stabilimento che potrebbe portare 700 nuovi posti di lavoro.

L’azienda ha infatti chiesto una concessione per trasformare in area industriale una zona agricola di 960 mila metri quadri. si tratterebbe di un’investimento da 200 milioni di euro che creerebbe nuova occupazionale in Emilia Romagna.

IL COLOSSO

Alibaba nasce nel dicembre del 1998 dall’intuizione del fondatore Jack Ma che avvalendosi di altri 18 fondatori ha raccolto tra il 1999 e il 2000 un totale di 25 milioni di dollari dalla SoftBank, Goldman Sachs, Fidelity Investments e altre istituzioni di credito. Due anni dopo venne fondata la piattaforma di vendita online Taobao e nel dicembre del 2004 Alipay, come impresa indipendente. Nell’ottobre del 2005 invece Alibaba Group prese controllo di Yahoo! China.

Alibaba Group, che ha sede a Hangzhou, si occupa quindi di diversi settori quali mercato online, piattaforme di pagamento e compravendita, motori di ricerca per lo shopping e servizi per il cloud computing. Già nel 2012 due dei portali principali di Alibaba hanno gestito 170 miliardi di dollari in vendite, superando così affermati colossi dell’e-commerce quali eBay e Amazon.com.

Alibaba Group comprende ad oggi la gestione di diversi portali, ossia Alibaba.com, Taobao, Tmall.com, www.1688.com, Aliexpress e Alipay.

LA RICHIESTA DI ALIBABA E LE POLEMICHE

La zona della Pianura Padana è da tempo al centro delle attenzioni delle multinazionali della logistica; nel piacentino sono infatti già presenti colossi come Amazon, Ikea, Tnt e altre grandi realtà internazionali. La richiesta avanzata da Alibaba ha però da subito creato numerose polemiche, soprattutto da parte di Legambiente.

Le istituzioni locali e regionali devono rifiutare se non vogliono perdere la faccia rispetto alle dichiarazioni. Dalla legge urbanistica in discussione in Regione, un intervento del genere non verrebbe contabilizzato rispetto al tetto di consumo di suolo previsto, sia perché presentato nel periodo iniziale di moratoria (di almeno 4 anni) sia perché interventi di carattere strategico starebbero comunque fuori dalle limitazioni imposte dalla legge. Si chiede la messa in sicurezza del comparto di oltre 2 milioni di metri quadrati industrializzati, a tutela dei lavoratori oggetto di sfruttamento, senza contare che l’espansione aumenterebbe il traffico veicolare pesante, aggravando la condizione dell’inquinamento“, le parole di Laura Chiappa, presidente di Legambiente.

TRISTE PRIMATO DI PIACENZA

Per il momento si tratta solo di una proposta in fase di valutazione, ma che se venisse accolta consentirebbe a Piacenza di mantenere un primato non proprio positivo, almeno dal punto di vista ambientale: si tratta del record nazionale di consumo di suolo pari a 30 milioni di metri quadri negli ultimi 5 anni.

POTENZIALI OPPORTUNITA’ DI LAVORO

Dal punto di vista occupazionale il possibile stabilimento Alibaba di Piacenza porterebbe centinaia di nuovi posti di lavoro in Emilia Romagna. Sono state stimate in 700 unità le risorse che verrebbero utilizzate nel nuovo polo logistico del colosso dell’e-commerce.

I vantaggi lavorativi per gli abitanti della zona sarebbero quindi notevoli, ma per il momento di tratta solo di una richiesta che sarà certamente valutata con attenzione.

Continuate quindi a seguirci per rimanere aggiornati sui prossimi risvolti che potrebbero portare alla realizzazione di un nuovo polo logistico di Alibaba.

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