Assunzioni Poste Italiane: è vero che vengono assunti solo i parenti?

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poste sportelloLe assunzioni in Poste italiane sono uno degli argomenti più cliccati dagli utenti del web in cerca di lavoro; su di esse pesano da sempre numerose critiche riguardo le modalità di entrata in azienda e le voci che circolano da anni sono sempre le solite: alle Poste vengono assunti solo parenti e conoscenti di dipendenti prossimi alla pensione! Da cosa hanno origine quindi queste affermazioni?

Diciamo che i dubbi nascono da fatti realmente esistenti; anni fa infatti Poste Italiane ha varato il famoso Progetto Mix grazie al quale un dipendente prossimo alla pensione comunica la propria intenzione di andarsene prima del previsto e rinunciando all’esodo incentivato ottiene l’assunzione di una persona da lui segnalata, in genere uno di famiglia, ad esempio figlio, nipote, cugino, etc.  Il progetto Mix è ora conosciuto in azienda come Progetto Svincolo con differenza è lo scambio è stato esteso pure ai conoscenti.
I giovani assunti vengono quindi  inseriti con contratti part-time al 50% (15 giorni al mese o sei mesi l’anno) e l’azienda è soddisfatta perché le conviene: esce dall’azienda il dipendente anziano che ormai costa tanto in termini di stipendio e contributi, risparmia sugli incentivi e al suo posto assume una forza lavoro fresca, ad un costo decisamente più basso.

Quali spazi per i candidati indipendenti?

Se è vero che il sistema di assunzioni in Poste Italiane è discutibile bisogna comunque ammettere che l’azienda da anni assume personale libero da vincoli di parentela secondo normali selezioni (che avvengono comunque anche con i parenti) soprattutto per i ruoli di postini/portalettere. Qui però è facile notare come si tratti, nella quasi totalità dei casi, di assunzioni temporanee di circa 3 mesi, opportunità di lavoro non paragonabili ai contratti a tempo indeterminato riservati ai candidati segnalati da dipendenti intenzionati ad andare in pensione; ma questo è ancora un altro discorso.

Purtroppo Poste Italiane non è l’unica azienda che utilizza più o meno velatamente questo sistema di assunzioni, considerato da molti discrimantorio, in cui il contratto di lavoro viene tramandato a terzi quasi fosse una licenza da cedere al miglior offerente.

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